Testatina
Fettuccine all'aglio orsino e alle erbe alpine dell'Alto Adigeá- Eggerhof
€ 4,20

Ingredienti: semola di grano duro, uova fresche, acqua, erbette in polvere, aglio orsino, timo, rosmarino Ingredienti: ...

Aspettando il coniglietto pasquale...

Fuori la primavera comincia a farsi sentire, l’aria mite invita a stare all’aperto, i prati si colorano di verde, i rami degli alberi e gli arbusti, fino a ieri così pallidi, si rivestono di tenere foglie, nei giardini le ginestre e le forsizie si tingono di giallo e, ai margini della strada, fanno capolino dal grigio dell’inverno le prime margheritine pratoline e l’erba trinità. Il coniglietto pasquale sta arrivando per nascondere le sue uova colorate nei giardini e nelle case. “Ma i conigli non fanno le uova!”, s’indigna qualche ragazzino impertinente. “Solo a Pasqua”, mentono gli adulti “perché il coniglietto è molto più lesto delle galline e, a parte questo, le galline non depongono uova colorate!” E i piccoli ci credono volentieri, perché in fondo si divertono troppo a cercare le uova. Nelle ricche usanze popolari di Pasqua sopravvivono motivi precristiani e mitici, che solo più tardi sono stati arricchiti di simbologia cristiana. Fin dai tempi antichi si attribuisce all’uovo il significato di fonte di vita, il coniglio simboleggia più di ogni altro animale la fertilità, dato che può dar vita anche a 20 cuccioli in un anno. Il coniglio, l’uovo e la gallina compaiono in molte tradizioni pasquali altoatesine come simboli del risveglio primaverile. Per Pasqua i padrini regalano ai loro figliocci dei dolci a forma di coniglio, per i maschietti, e a forma di gallina, per le femminucce. E naturalmente regalano loro anche uova colorate. In molti posti le uova colorate vengono usate per l’ “Eierpecken”. La domenica di Pasqua, dopo la S.Messa, grandi e piccini si ritrovano davanti alla chiesa. Le uova sode vengono sbattute una contro l’altra, per il fondo o per la punta. Il proprietario dell’uovo che rimane intatto ha vinto e può tenersi l’uovo dell’avversario. A casa sul tavolo della colazione, apparecchiato per Pasqua, non possono mancare il prosciutto di Pasqua, precedentemente benedetto in chiesa, con la salsa di rafano, e la dolce corona pasquale di pasta lievitata. Anche qui la simbologia gioca il suo ruolo: una volta, infatti, in occasione della Pasqua si macellavano gli animali e il prosciutto era la prima carne, dopo un lungo periodo di ristrettezze. La corona, invece, simboleggia la vita eterna e la resurrezione.

Ricetta per due corone pasquali:

Ingredienti: 500g di farina di frumento, 30g di lievito, ¼ l di latte tiepido, 90g di burro, 1 uovo, 50 g di zucchero, 2 cl di rum, 200g di uvetta. ½ cucchiaio da tè di sale, 100 g di cedri canditi, 1 uovo da spennellare sopra l’impasto, farina e burro per ungere la teglia. Tempo di cottura: ca. 20 minuti

Mettere la farina in una ciotola e creare una fontanella. Unire al lievito lo zucchero e un po’ di latte e incorporarlo alla fontanella di farina. Coprire l’impasto ottenuto e farlo riposare per 10 minuti circa in un luogo caldo. Far rinvenire l’uvetta nel rum. Aggiungere il latte restante, il burro ammorbidito, l’uovo, le uvette, i canditi e il sale e lavorare la pasta fino a quando la pasta lievitata non farà le bolle. Coprire la pasta e lasciare riposare in un luogo caldo. Dividere la pasta in sei pezzi su un piano infarinato, formare dei cordoni con la pasta, fare una treccia (3 cordoni) e chiuderla su se stessa a forma di corona. Disporre le due corone su una teglia imburrata e infarinata precedentemente, spennellare l’impasto con l’uovo, lasciar riposare altri 10-15 minuti e infornare in forno preriscaldato a 180 gradi.


Testi: R. Erlacher
Traduzioni: L.Stenico

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