Testatina
Maglia ciclismo "Barcode" quovadis.style (unisex)
€ 36,00

Un design esclusivo, una grafica originale e soprattutto fatta bene. Barcode, con ironia ed eleganza evidenzia il deside...

Egna - Cavalese - Campitello - Selva di Val Gardena


Per visionare il percorso clickate con il mouse sopra la cartina e trascinatela nella direzione desiderata.

1. Da Egna a Cavalese sul tracciato dell'ex ferrovia

Km 30. Dislivello in salita: m 1.050.

Dalla stazione di Egna (spalle ai treni), si attraversa l'Adige e si entra nel paese immerso fra le vigne di una delle più celebri strade dei vini sudtirolesi. Giunti alla piazzetta centrale con i portici, si imbocca in salita via val di Fiemme, che dopo poco si immette sulla provinciale per Montagna: La seguiamo fino al bivio per Pinzano (km 3,8), dove giriamo a destra per raggiungere il borgo. Qui,100 metri dopo il fontanile, ha inizio a destra la sterrata dell'ex ferrovia costruita dagli austriaci nel 1916 per agevolare i rifornimenti durante la guerra. Il tracciato è largo, ben mantenuto e soprattutto panoramico, con ampie vedute sulla valle dell'Adige e i suoi castelli. Al km 8,2 incontriamo la provinciale che seguiamo in salita per 800 metri. All'altezza della pensione Pichlerhof, giriamo a destra e a un evidente dosso voltiamo a sinistra (superare cancelli) imboccando nuovamente la strada bianca del treno.
Nonostante le interruzioni, il vecchio tracciato dei convogli, che si inerpicavano sul monte con una pendenza dolce ma costante, è sempre ben rintracciabile. Al km 16 osserviamo un casolare ornato di fiori, con una bella chiesetta (località Pausa). Proseguiamo oltre la casa sulla medesima sterrata che passa accanto all'ex stazione di Fontane fredde (oggi sede della Forestale) e che ci conduce al Passo San Lugano dopo aver attraversato un grande prato (cancello in legno). Sbuchiamo sulla statale alla chiesa in cima al passo (km20,4) e scendiamo a destra verso Aguai. Dopo 100 metri, a un quadrivio imbocchiamo la strada centrale (via Maso Costa), che presto diventa bianca e ci conduce ad Aguai (km 22,3). Si attraversa il paese finché la strada asfaltata comincia a salire. Qui prendiamo a destra una sterrata che scende nel bosco, seguendo l'indicazione "Molina". Raggiunta Predaia, all'altezza di "casa Zanetti", poco prima della piazza, saliamo a sinistra per una ripida strada di porfido. Oltrepassiamo la provinciale e ci immettiamo sull'asfaltata che sale a Castello di Fiemme. Qui, nella piazza (km 27,4), imbocchiamo a destra via delle Dolomiti. La percorriamo tutta, poi scendiamo a destra, attraversiamo un ruscello e, a un trivio, prendiamo la strada bianca di centro. Poco dopo, prima della salita, una deviazione a destra (sempre sterrata) scende tra i prati, terminando su una strada asfaltata. La seguiamo a destra per 300 metri superando alcuni incroci. Poi saliamo a sinistra raggiungendo la piazza principale di Cavalese (km 30).


2. Da Cavalese a Campitello di Fiemme e val di Fassa

Km 40,2. Dislivello in salita m 600.

Pur svolgendosi quasi esclusivamente su asfalto, l'itinerario è affascinante: le piccole e belle stradine di fondo valle sono pressoché deserte. Dalla piazza di Cavalese si scende la via principale verso i giardini. In fondo, a destra si prende via Giacomo Bresadola finché diventa bianca. Superiamo un divieto di transito e poco dopo, al km 0,8, con un'inversione a U scendiamo a destra lungo una piccola sterrata. Dopo 200 metri giriamo ancora a destra. Poi incontriamo una ripida strada di porfido sulla quale scendiamo. Ci immettiamo sulla strada asfaltata e la seguiamo in discesa fino al fondovalle (km 2,4). Con un sottopassaggio a sinistra superiamo la provinciale e attraversiamo il torrente Avisio. Ci troviamo in località Cascata (il nome non tradisce: ci sono delle bellissime cascate). Ora l'itinerario prosegue, per stradine facilmente individuabili, sempre sulla riva destra (sinistra orografica) del fiume, senza più attraversarlo fino a Predazzo. Si segue la direzione Masi di Cavalese, lago di Tesero, Roncosogno, Zanolin, Roda fino a Predazzo. Qui percorriamo il tratto di statale che attraversa il paese fino ai traínpolini olimpici, dove un ponte di legno ci permette di raggiungere nuovamente la riva destra del fiume (sinistra orografica). Dopo 100 metri proseguiamo dritti per una sterrata chiusa da una sbarra che seguiamo per un chilometro fino a individuare a sinistra un sentiero che scende nel bosco costeggiando il torrente.
Attraversiamo alcuni prati di erba coltivata (proprietà privata, non uscire dalle tracce!) fino a un ponte (km 22) che ci immette sulla statale delle Dolomiti. Dopo averla percorsa per 150 metri, a destra prendiamo la vecchia strada. Superiamo l'albergo Valsorda e proseguiamo a fianco della statale fino al ponte successivo. Qui ci riportiamo sull'altra sponda e seguendo i cartelli raggiungiamo Moena (km 25,2).
Si prosegue oltre il paese sulla statale fino all'abitato di Soraga e già appaiono sulla sinistra le magnifiche architetture del Catinaccio prima e del Sassolungo poi. Prima dell'hotel Sayonara (km 27,7) scendiamo a destra. Si continua fino all'hotel La Molillella dove comincia lo sterrato (seguire indicazioni per Vigo, Pozza di Fassa) che costeggia la sponda déstra del fiume. Al km 32,1, sulla strada principale dell'abitato di Pozza, saliamo a destra per 100 metri fino alla piazza, dove voltiamo a sinistra (prima della chiesa) per via San Nicolò. Scendiamo a sinistra via Ciancoal e riprendiamo la sterrata lungo l'Avisio fino alla funivia del Corrodella. Qui voltiamo a sinistra attraversando il torrente per entrare a Campitello (km 40,2).


3. Da Campitello di Fassa in val Gardena per l'Alpe di Siusi.

Km 24. Dislivello in salita: mt 750.

Dal paese si imbocca la strada della val Duron, solo inizialmente asfaltata. Superato un ponte si affronta una ripidissima ma breve rampa cementata, poi la salita continua impegnativa fino a raggiungere un verde pianoro alpino dove scorre il torrente Duron. Alla fine della valle, la sterrata torna a salire ripida e sassosa e con una serie di tornanti ci conduce al passo (km 9,2). Qui la fatica è appagata dagli splendidi panorami che ci offre l'Alpe di Siusi. A destra si erge la spettacolare mole rocciosa del Sassopiatto. Una discesa ripida ci porta al rifugio Sciliar del Touring Club Italiano e prosegue fino a una biforcazione (km 10,7). Andiamo a destra e raggiungiamo il quadrivio dell'Alpe di Siusi dove c'è la strada asfaltata. Qui risaliamo a destra sulla larga sterrata in direzione di Monte Pana e dopo 500 metri proseguiamo a sinistra. Lo sterrato è ottimo e con alcuni saliscendi ci conduce a Monte Pana. Sotto di noi si profila una delle valli dolomitiche più belle: la Val Gardena, sopra la quale si ergono da sinistra le Odle (oggi parco naturale) e il Puez e a destra la bastionata di torri del Sella. Il percorso diventa asfaltato e scende ripido su Santa Cristina. Senza raggiungerla, al primo tornante (km 20,5 case sulla destra) imbocchiamo a destra un sentierino impervio solo per 100 metri, che supera il fiume a Ciaslat, e torna a essere una bella sterrata che in breve ci porta a Selva (km 24).


Testi: Giulia Castelli Gattinara
Tratto da Airone N° 186 - ottobre 1996

Home
Italiano
Deutsch
Scrivici
Impressum
Privacy
Casanova

Carrozzina multifunzionale XLC Mono2

€ 459,00

Borsa portaciclo Scicon Travel Plus Racing

€ 195,00
€ 160,00

Maglietta Odlo Shirt s/s crew neck EVOLUTION LIGHT (uomo)

€ 45,00
€ 38,00