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Malga Hofer il borgo di Umes e il pontile dell'alpeggio

Ai piedi dello Sciliar si trova una terrazza panoramica sulle Alpi altoatesine, sospesa tra la storia millenaria degli insediamenti di Fiè e gli alpeggi sospesi sul vuoto della montagna del Destino. Un'oasi di tranquillità che rende felici tutti, gli amanti della cucina contadina, gli esploratori di forre e strapiombi, i cacciatori di farfalle e giornate soleggiate, gli amanti del cielo e dei luoghi sospesi sullo spazio.

Curiosa la storia degli alpeggi di Fiè e della sommità dello Sciliar. I contemporanei di Ötzi salivano quassù per celebrare sacrifici animali al sole, i Romani forse non si degnarono di arrampicarsi fin lassù, ma furono rinvenute le loro monete, mentre gli abitanti di Castelrotto, Siusi e Fiè si contesero i diritti di pascolo, vinti infine dagli ultimi che però dovettero faticare molto per poterne trarre qualche profitto. Infatti, lo Sciliar offre a Fiè le sue pareti più impervie, alte più di 1000 metri e talmente aggettanti che oggi sono pochissimi gli alpinisti romantici rimasti, capaci di trovare la partenza della salita Tschurtschenthaler. Trattasi di una via tra le rocce, probabilmente l'unica che attraversa l'enorme parete con passaggi di roccia semplicissimi, grazie a continue inversioni di direzione e passaggi nascosti tra pini, mughi e canaloni nascosti. All'estremità destra della parete (limite sud) lo Sciliar è spaccato in due da una profonda gola al cui imbocco si trova la croce di Peter Frag (etimologicamente pare derivi da „petra fracta“) ed è qui che i contadini di Fiè sono riusciti a creare l'unico accesso per condurre il loro bestiame ai pascoli sommitali a 2.500m di quota. Fare arrampicare le vacche tra pareti e un torrente impetuoso fu comunque difficile e così costruirono pontili, lunghi anche diverse centinaia di metri, sospesi sopra le acque gorgoglianti del Rio Sciliar. Lo stesso pontile (segnavia 1) rappresenta, insieme alla ripida variante (segnavia 3), l'unica salita allo Sciliar dal versante di Fiè. Il primo sentiero non è affatto impegnativo e fino a Malga Seggiola (1.950m) può essere affrontato senza eccessiva fatica. La variante 3, detta „sentiero delle palette“, invece, è talmente ripido da essere vivamente sconsigliato ai piedi piatti di pianura, specie in discesa. Per respirare un pó di destino e di atmosfera dolomitica però, non serve affrontare le pareti. Basta concedersi poco più di una passeggiata, da imboccare sia da Umes che dal Laghetto di Fiè, per salire alla Malga Hofer. Lo yoghurt con i frutti di bosco è forse il migliore della zona e la vista ha dell'incredibile e verso ovest supera il centinaio di chilometri per posarsi sul gruppo dell'Ortles ed il Parco Nazionale dello Stelvio. Il prato di Malga Hofer sembra fatto apposta. Sdraiarsi nell'erba punteggiata ad inizio stagione da gigli di S. Giovanni, guardarsi alle spalle verso lo Sciliar, il Monte del Destino e non pensare proprio a nulla, se non a quale fortuito destino dobbiamo la nostra presenza quassù, se è stato un sito web o il ricordo di una cara e profonda amcizia.

Da non perdere
il mulino di Umes e la chiesetta

Info
Fam. Hofer
Ums 56
I - 39050 Völs am Schlern
Tel. 0039 0471 725288
www.hoferalpl.it - info@hoferalpl.it


Foto: Archivio malga Hofer

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